Uno scrittoio concorso di stili

Olandese l’autore francese l’ispirazione,inglesi i monarchi commissionari:l’originale è conservato presso la Wilton House,nei dintorni di Salisbury,e fa parte della collezione del conte di Pembroke;un pezzo, quindi,che riunisce svariate influenze e diviene esemplificativo delle tendenze stilistiche e delle esigenze funzionali del periodo storico posto tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo.Il disegno dello scrittoio in questione viene attribuito a Gerreit Jensen,ebanista di origine olandese:estremamente avara di notizie la sua biografia,ma ciò che si sa per certo è che già nel 1680 operava in Inghilterra,e che in quell’anno gli fu commissionata dalla casa reale l’esecuzione di alcuni mobili destinati in dono all’imperatore del Marocco.E le commissioni tra l’ebanista olandese,il fascino imitativo rivolto alla Francia e la monarchia anglosassone già si ritrovano in questo primo incarico di Jensen:il re Carlo II,tornava dall’esilio in Olanda dopo il fallimento del governo puritano di Cromwell,trionfante  e al tempo stesso debitore al paese ospite;la maggioranza dei seguaci di casa reale aveva invece trascorso gli anni di confino in Francia e,tornando in patria,cercò di ricostruire nella Londra da tempo asceticamente chiusa alle influenze d’oltremanica l’atmosfera edomistica della corte di Versailles.D’altro canto il re stesso era dichiaratamente francofilo,pronto ad accogliere nel suo regno qualsiasi moda e costume che provenisse  dai domini di Lugi XIV.Jensen non si sottrasse al fascino dei mobili francesi e,in parte per soddisfare il gusto di corte,in parte per seguire il flusso della moda-e le due motivazioni non sono ovviamente disgiunte-diede vita a creazioni che rielaboravano lo stile francese conferendoli però quell’aspetto più solido e meno affettato che si confaceva maggiormente allo spirito anglosassone.Le commissioni a lui affidate dalla casa reale si moltiplicarono sotto il regno di Guglielmo d’Orange e Maria, che salirono al trono dopo la rivoluzione del 1688.Sebbene  olandese e fiero oppositore delle ambizioni territoriali di Luigi XIV,Guglielmo d’Orange era francofilo per quanto riguardava l’acquisizione delle mode in campo arredativo e nell’abbigliamento.Fra l’altro,fu proprio questo il periodo di massimo splendore per la corte francese:Versaille,con l’apporto di Le Brun e di Boulle,era divenuto vero e proprio fulcro delle arti decorative,guardata con ammirazione ed emulata da tutta l’Europa.E la corte inglese questo spirito emulativo anche nelle classi sociali più elevate,che divenivano sempre più abbienti e più raffinate nel gusto.Inoltre,a diffondere la moda d’oltremanica contribuirono anche molti artigiani francesi protestanti rifugiatasi in Inghilterra dopo la revoca dell’editto di Nantes nel 1685.Gerreit Jensen viene identificato comunque come il più importante mobiliere di quel periodo in Inghilterra,e molti pezzi da lui eseguiti per Guglielmo e Maria sono ancora presenti nelle collezioni reali inglesi.Inoltre,secondo alcuni critici,Jensen viene ritenuto l’unico ebanista che sia riuscito a mettere al frutto mirabilmente e a diffondere in Gran Bretagna la difficile tecnica dell’intarsio in metallo ideata da Andrè-Charles Boulle.Da lui acqisì sia i canoni normali,sia e soprattutto quelli relativi all’ornamentazione,che era costituita da una combinazione di ottone e peltro su guscio di tartaruga;l’unica differenza nella rielaborazione di Jensen è l’assenza di caratteristici montanti dorati in metallo usati dall’ebanista francese

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