UN PROGETTO DELLA COLOMBO STILE CON IL MUSEO DI STATO

Un’azienda italiana da un lato un’istituzione dall’altro.Colombo Stile,un’azienda anomala,stilisticamente eclettica,professionalmente presente nei luoghi più prestigiosi – dalla ristrutturazione del Kremlino alla costruzione delle ville private,delle ambasciate e dei più graqndi alberghi del mondo – che ha nella qualità estrema delle sue tecniche di produzione il suo plus vincente.
Per doverosa cronologia,un breve racconto per illustrare premesse,ragioni e precedenti della nascita di questo progetto.Nel 2001 l’Azienda Colombo Stile promosse un grande evento a Mosca,frutto di un complesso progetto che coinvolse,oltre all’azienda,il Museo delle Arti Applicate e dell’Artigianato,l’Associazione Moscovita Club Lady Leader che promuove iniziative culturali per la diffusione internazionale della cultura russa che ebbe il supporto del Museo Storico di Stato.
Furono scelti,con accurata selezione,trenta importanti pezzi d’arredo del’600,’700 e ‘800 inediti,mai mostrati precedentemente al pubblico,appartenuti ai nobili di Russia e di proprietà dei due Musei.
Dieci di questi sono stati in seguito restaurati grazie all’intervento economico dell’Azienda.
Il concept della mostra,è stato quello di proporre in un libero confronto dialettico arredi del passato e del presente,accumunati dalla preziosità dei materiali e delle lavorazioni artigianali.
I 32 pezzi che compongono questa collezione,di diverse tipologie sono nati per usi speciali,per ambienti speciali,per una committenza d’eccezione.
Pezzi unici di alto artigianato artistico,di eccellente fattura,furono costruiti con la massima qualità e attenzione alla tecnica,alle finiture,ai piccoli dettagli decorativi o elementi funzionali.
Quali sono le ragioni che spingono oggi una committenza privata ed una pubblica a rimettere in gioco gli elementi?
Questa classicità senza tempop è un territorio franco,una zona al di sopra delle parti,che nessun attacco critico è in grado di smontare perchè molto ben radicata e sedimentata nell’immaginario collettivo e nella memoria delle persone colte ma,sorprendentemente,anche del pubblico comune.
Se poi il mobile storico ha caratteristiche di funzione e d’uso compatibili con le esigenze di arredo e di comportamento della contemporaneità,il gap tra passato e presente non ha più ragione di esistere e agli occhi di un potenziale pubblico di utilizzatori dei mobili rieditati il dibattito critico sulla coerenza e la validità dell’operazione si rivela infruttuoso.Sono mobili belli,che appagano lo sguarsdo,che trasmettono complessivamente un’immagine ricca,sfarzosa. Si capisce al volo che sono stati pensati per vasti saloni,per accrescere il pregio di sale suntuose e padroni di casa eccellenti.Ma possiamo anche immaginarli più banalmente in uso,come pezzi singoli,in belle case moderne,ad appagare lo sguardo di padroni di casa forse meno colti o meno nobili,ma ciascuno almeno per se importante come uno zar.

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