Successione di spazi e di volte

L’intervento sulla casa padronale adiacente a un’azienda agricola del Milanese è stato effettuato all’insegna del rispetto delle funzioni e soprattutto con l’attenzione rivolta a mantenersi strettamente entro gli schemi originari della cultura contadina e delle tradizioni architettoniche a cui l’edificio appartiene.


Le operazioni di ristrutturazione della cascina Marcatutto in Albairate, curate dall’architetto Alberto Rastelli, hanno puntato nella prima fase dei lavori alla risoluzione dei problemi riguardanti le parti murarie sorti prevalentemente a causa della dislocazione stessa dell’edificio; in una seconda fase si è passati alla risistemazione degli interni, in particolare della zona giorno. Relativamente al risanamento della parte muraria, si è ricorsi a diversi sistemi per porre rimedio alle infiltrazioni di umidità che pervenivano nell’abitazione attraverso i muri perimetrali in mattoni pieni e che creavano una continua disgregazione delle tappezzerie e degli intonaci.

A questo punto per uniformare il più possibile gli ambienti, è stato necessario effettuare delle aperture fisse in modo da creare una successione di spazi: il salotto col camino più grande è stato collegato con la zona pranzo tramite la formazione di un’apertura centrale di una certa importanza, mentre le parti preesistenti sono state totalmente asportate. Durante questa fase sono venuti alla luce dei voltini di mattoni pieni, risalenti alla costruzione originaria, che sono stati restaurati e messi in evidenza. Una delle tre aperture, quella che introduce alla sala da pranzo, è stata parzialmente chiusa e utilizzata come fioriera, creando in tal modo una zona verde che si discosta dalla simmetria architettonica generale.

I due camini preesistenti sono stati completamente rifatti: uno, di notevole estensione, occupa la parete in cui è stata ricavata una nicchia a ripiani dove trovano spazio gli utensili di rame. Sulla mensola del camino stesso viene, invece, ospitata una collezione di antichi ferri da stiro.
Il camino più piccolo p del tutto tradizionale e presenta un fondalino in ghisa recuperato dal vecchio camino grande.
I soffitti sono tutti a cassettoni di legno, mentre le pareti sono state rivestite con intonaco plastico bianco a buccia fine; i pavimenti sono stati realizzati in marmette di cotto fiorentino cerato a mano e posato fugato. Gli arredi interni sono stati recuperati dai mobili di famiglia preesistenti: alcuni pezzi sono stati parzialmente restaurati, mentre gli imbottiti sono stati rivestiti con tessuto bianco. L’installazione di lampade alogene ad alto potenziale ha risolto il problema dell’illuminazione evitando di intervenire sulle murature e sui soffitti.

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