Storia di sedie

Gli itinerari più significativi di un’impresa, Maruni, che ha saputo reinventarsi nel tempo con grande spirito di trasformazione, facendo di ‘necessità…grande business!’.

Servire la gente, creare armonia, essere innovativi, oggi questi i principi dell’azienda giapponese Maruni. Ma partiamo dall’inizio. Contemporanea dell’americana Ford che iniziava la produzione di massa dell’automobile, in Giappone nel 1928 nasceva Showa Mageki Kojo, la fabbrica che industrializzò la produzione dei mobili in legno curvato, sino ad allora solo frutto della manualità di abili artigiani. Nel 1929 la ditta estendeva il suo mercato alla Cina ed alla Corea, mentre durante la guerra impiegava la sua alta tecnologia nella fabbricazione di componenti per aeroplani da guerra ed armi. Dopo la guerra, grazie all’esperienza tecnologica sviluppata in ambiente aereo-nautico, nasce Maruni, azienda dallo spirito imprenditoriale moderno: ispirandosi ai processi di produzione europei, risistema il layout degli impianti, razionalizza tutte le procedure, dalla selezione dei materiali all’uscita del prodotto finito. Grazie all’organizzazione acquisita in tema di controllo di qualità e delle consegne, nel 1953 Maruni inizia ad esportare negli USA la nuova produzione di sedie a sdraio. In seguito all’aumento degli ordini ed alla insufficiente offerta nazionale di legname, l’azienda inizia a ricercare fornitori esteri in grado di approvvigionare con qualità e continuità. Nel 1959 inizia l’importazione di Mogano Solomon dalla Nuova Guinea, e contemporaneamente inizia una ricerca per migliorare la durezza del legno, grazie ai nuovi processi di essiccamento ed alle nuove tecnologie di taglio. Sperimentazione e ricerca sono sempre state le caratteristiche più importanti dell’azienda portandola ad inventare sofisticati macchinari per la lavorazione del legno per realizzare anche mobili con veri e propri decori scultorei.

La collezione di mobili Versailles, introdotta nel 1968, è stato uno dei maggiori prodotti della storia del mobile giapponese con una produzione mensile di 2500 set, e tuttora in vendita. Agli inizi degli anni ’80 Maruni si propone come Total Coordinator per creare ambienti completi e non più solo pezzi d’arredo. Nasce un nuovo stile che ripropone il classico europeo riletto secondo uno stile di vita giapponese. Il successo cresce e nel 1989 nasce la joint venture con una ditta tailandese. Ma il mercato cambia, si evolvono i gusti, la recessione giapponese si prolunga, arrivano produzioni sempre più economiche dalla Cina e dal Sud Est Asiatico. Per competere su questo mercato sempre più aggressivo, Maruni nel 1995 inizia a produrre a Dalian in Cina. Dal 1999 Maruni si impegna a diminuire la formaldeide nella produzione dei suoi mobili, e certifica ISO14001 le sue fabbriche principali. Nel 2005 viene lanciato il progetto Nextmaruni: l’invito è di progettare una sedia che possa essere un messaggio creato in risposta all’estetica giapponese, ma per il  mercato globale. Il progetto è commissionato a designer internazionali che rispondono con diversi progetti, rivisitati l’anno successivo in versione sedia con braccioli. L’interessante progetto filosofico di Nextmaruni parte dal fatto che il Giappone non ha una vera e propria tradizione del mobile e quindi la semplice riproduzione del mobile occidentale rischierebbe di banalizzare il progetto. La sfida è nella ricerca di mobili ispirati all’estetica giapponese, ma che possano avere successo sui mercati internazionali. Dal pamphlet che illustra la filosofia di Nextmaruni: la”modernizzazione ha seppellito la cultura giapponese sotto i valori occidentali, e l’estetica giapponese è stata relegata nella profondità dei nostri spiriti. Noi di Nextmaruni siamo determinati a riportare in superficie quell’estetica giapponese che giace nei nostri animi ed intendiamo riflettere questa estetica nell’approccio che adottiamo nello sviluppo dei prodotti e nelle strategie del nostro futuro lavoro”. Propositi e strategia chiara hanno portato ad interessanti prodotti.

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