Scena D’interno – la casa di Tony Duquette , scenografo a Los Angeles

il principio è  la scena della commedia borghese. “salotto in cosa del consigliere Agazzi”;

oppure : ” salotto in casa di Silia Gala, bizzaramente arredato”; o ancora; Salotto in casa della Scotti, in fondo una galleria che mette sulla destra all’anticamera…”il sipario si apre su un ambiente cavo, rissuchiante, dove già la disposizione – studiatissima – dei mobili e delle suppellettli stabiliscie ruoli, funzioni e movimenti.

Parliamo del teatro, ma anche, indifferentemente, della casa vera e propria. Lo scambio fra i due ambiti, quello delle mimesi e quello delle socialità quotidiana, è continuo, tanto che Herving Goffman ha parlato esplicitamente di “ribalta” per indicare il territorio nel quale si dipanano le nostre relazioni interpersonali. E poichè nell’abitare quotidiano è il soggiorno – o il salotto, o la sala , ovvero il salone per le dimore ottocentesche – a fungere da ambiente di facciata, tutte le altre stanze sono relegate alla funzione di “retroscena”, cioè secondo la definizione di Goffman di luogo “dove l’impressione dovuta dalla rapresentazione stessa è scientemente sistematicamente negata”. Nel gioco delle relazioni sociali questa divisione è sempre stata, fin dal secolo scorso fondamentale. I Buddenbrook, per esempio, si aprono con una classica rapresentazione sociale, un pranzo durante il quale i membri della famiglia recitano le loro parti di nanzi ad un publico pronto all’applauso. Prima di andare a tavola essi attendono  gli ospiti nell’intimità della sala dei paesaggi,nella quale in proporzione con la vastità  della stanza i mobili non erano numerosi. La relativa ambiguità funzionale dell’ambiente ne consentiva l’indifferente passato dal retroscena all’aribalta; e di fatti in quella stessa stanza avverà il colloquio risolutivo fra Tony Buddenbrook e Bendix Grulich, suo futuro marito. Il locale, del resto, era situato in posizione strateggica rispetto agli altri punti indispensabili alla recita; attraverso una porta a vetri che si apriva di faccia alle finestre si intravedeva in penombra una galleria a colonne, mentre a sinistra di chi entrava una altra porta…. condiceva in sala da pranzo. Ed è appunto nella sala da pranzo che i bundebrook – come tutti gli aggiati borghesi dell’Ottocento – danno la loro piu’ impegnativa rapresentazione, recitando non solo davanti ai loro ospiti. ma , in certo senso, anche davanti all’lettore, che puo’ in tal modo passare in rassegna i principali personagi dell’romanzo.  Le regole del gioco sociale vengono cosi’rispettare  secondo le minuziose norme dell’ambientazione scenica: i protagonisti si definiscono in virtu’ dell’oro rapporto di vicinanza o lontananza reciproca; e lo spazio letterario o teatrale reggistra questa misura fisica e la sua risonanza psicologica esattamente come lo spazio abitativo.

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