Saracino Arreda: L’ARTE ‘PRECOLOMBIANA’

Più ci si addentra nello studio delle espressioni artistiche dei popoli cosiddetti primitivi e delle Culture Precolombiane, e più ci si rende conto di quanto i “rnoderni” creino, pensando siano innovazioni forme e tecniche che in realtà non sono che riscoperte.
La prima cosa che colpisce è l’originalità, la fantasia, i ritmi del decoro e dei colori di incredibile gusto le squisite armonie chiaroscurali talvolta interrotte da andamenti lineari, gli accostamenti e successioni cromatiche. Questo per quanto riguarda l’estetica.
Se si prende una lente di ingrandimento per osservare le trame dei filati, subito
si rimane sorpresi dell’alta qualità tessile nonostante il telaio semplificato, su cui si crearono lavori con grande varietà di intreccio rimasta invariata in molte armature utilizzate nella tessitura modema.
Infatti gli antichi Peruviani possedevano una grande abilità tecnica nella filatura e torsione, costante e regolare, di grande finezza e senza difetti.
I temi decorativi hanno in generale un’accentuata stilizzazione geomerica dovuta al loro raffinato gusto, per quella precisa conoscenza delle forme da raffigurare che consentiva di rappresentarli in una nitida sintesi dove i soggetti sono composti e scomposti in linee schematiche, oppure con complessi elementi cromatici e chiaroscurali, ma sempre con un preciso senso delle forme e con estrema chiarezza del disegno.
C’è comunque da considerare che questa sintesi espressa nel decoro, fu sì un tipico tratto culturale ma nell’arte tessile fu in un certo senso imposta dagli strumenti impiegati che, se si esclude il ricamo, nell’arazzo e nelle stampe, limitavano la tessitura entro certi schemi.
Osservando un tessuto questi elementi si fondono tra loro creando una fisionomia ben determinata con un preciso significato.
La decorazione dei tessuti può essere figurativa o geometrica, quella figurativa è espressa attraverso disegni e immagini connesse al mondo naturale e alla religione. In quest’ultimo caso il tessuto assume un significato divino con un preciso valore simbolico attraverso cui sono trasmessi i concetti e le tradizioni che devono sopravvivere, essere tramandati e così unificare. Questo aspetto fu in un certo senso “esasperato” nell’Impero Inca, dove il tessuto in tutte le sue forme ed usi aveva una estrema importanza nel mantenimento dei valori tradizionali, tanto che nel XVI secolo gli Spagnoli ne vietarono l’uso e la fattura. In tale contesto il tessuto era il dono per eccellenza, la merce privilegiata attraverso cui si creavano e rinforzavano vincoli di alleanza e solidarietà tra gli individui, i clan, le classi e le differenti etnie, oltre che avere altri aspetti: pratici e decorativi, di non minore importanza.

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