Saracino Arreda: l’Archeologia industriale

Quale destino per i numerosissimi edifici industriali ormai alienati dalle loro funzioni produttive?
Si riapre con il riuso dei manufatti industriali un capitolo ormai ricco di esperienze quello sul riutilizzo dell’edificato, la cui convergenza socio-culturale e in molti casi anche economica, risulta ormai acquisita. Il riuso ha assunto
infatti significati sempre più ampi e differenziati nell’applicazione all’architettura monumentale, alla residenza urbana e rurale, fino ad interessare oggi l’architettura industriale che l’Archeologia Industriale ha avuto il merito di far riscoprire, dandogli dignità tale da rendeme interessante il recupero.
Saracino Arreda Archeologia industriale
L’edificio industriale è stato pensato fino dalla sua prima fase di progetto per un “rìuso” anche se in rapporto alle modificazioni del processo produttivo, in molti casi si presenta così come un contenitore con fattezze indifferenziate rispetto a diversissime situazioni produttive. E forse per questo che spesso si è verificato un riuso spontaneo degli edifici produttivi (si pensi alle piccole filande o ai mulini all’interno del tessuto urbano trasformati in abitazioni), ma si sono verificate anche situazioni più consistenti, che hanno teso a un riassorbimento delle strutture produttive obsolescenti nella dinamica dei bisogni attuali, rappresentando in molti casi all’interno del centro abitato un potenziale di spazio disponibile a risoluzione di servizi carenti sia a livello comunale che sovracomunale.
Le numerose situazioni in atto di cui citiamo alcuni esempi, dimostrano che ormai l’interesse per gli edifici produttivi non è episodico ed è già possibile trarre delle considerazioni su queste esperienze ormai delineate.

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