Rare Essenze e Gomme d’Angelo

Un luogo comune alquanto consolidato suole contrapporre l’artigianato all’industria moderna. Tuttavia, sebbene questa contrapposizione non sia priva di verità, esistono ancora alcuni settori industriali in cui questi due aspetti sembrano fondersi; tra di essi vi è il settore mobiliero. Qui talvolta accade di trovare industrie in cui il moderno è presente solo nella dimensione degli spazi e nel numero degli addetti mentre tutti gli altri aspetti, quale l’uso di determinati modelli o l’amore per la manualità, non si distaccano nulla dalla tradizione artigianale.

Ed è solo grazie a questa urine tra tradizione artigianale ed industria moderna, che alcuni procedimenti potranno essere tramandati nel tempo. Infatti, via via che li artigiani invecchiano e scompaiono, si và esaurendo la grande tradizione delle botteghe mobiliere, una tradizione né scritta né parlata, ma fatta di gesti appresi in lunghi anni di duro e paziente lavoro. La scelta della ditta Annibale Colombo è stata appunto quella di integrare in un’azienda moderna quelle esperienze artigianali che altrimenti sarebbero andate perse. Questa ditta, vantando oltre duecento anni di tradizione, ha deciso di dedicare la maggior parte del suo catalogo alla produzione di mobili antichi; qui l’aggettivo “antico” non è usato a sproposito dato che i mobili prodotti, non solo si rifanno agli originali nelle forme, ma subiscono le medesime fasi di lavorazione che sarebbero state effettuate da un’abile artigiano.
Qui antiche lavorazioni come l’intarsio e la lucidatura a mano vengono effettuate secondo l’antica tradizione.

L’intarsio viene ottenuto impilando vari supporti ed alternandoli con essenze di legno” (sottilissime sfoglie di legno dello spessore di 6 o 8/10 di millimetro). Il tutto viene poi passato al traforo che provvede a tagliare secondo un disegno prestabilito le essenze; queste vengono poi ombreggiate mediante l’immersione in sabbia rovente. Un altro aspetto tradizionale nella produzione dei mobili Colombo consiste nella lucidatura; qui, bandite le tinteggiature sintetiche e poliuretaniche, viene ancora utilizzata l’antica tintura all’acqua all’anilina che viene poi lucidata radiante una miscela di gomma d’angelo ed alcool.
Questa miscela viene posizionata sui mobili da lucidare e stesa con un procedimento che solo l’esperienza può permettere di effettuare senza errori. Il tampone infatti deve girare sempre nel medesimo senso e deve essere mosso il più uniformemente possibile in quanto che ogni sosta produrrebbe degli scompensi nella colorazione e nella lucidatura. Questa operazione deve essere ripetuta molte volte onde poter ottenere quella particolare tonalità della lucidatura antica. Ma al di là di questi aspetti tecnici, importantissimi di per sè, quello che più conta è l’amore per la tradizione, per il bello, ed il coraggio di aver rinunciato a certe tentazioni innovative che hanno portato troppo spesso a deturpare l’antico con dubbie manomissioni.

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