RARE ESSENZE E GOMME D’ANGELO

Un luogo comune alquanto consolidato suole contrapporre l’artigianato all’industria moderna. Tuttavia sebbene questa contrapposizione non sia priva di verità, esistono alcuni settori industriali in cui questi due aspetti sembrano fondersi; tra di essi vi è il settore mobiliero.

Qui talvolta accade di trovare industrie in cui il moderno è presente solo nella dimensione degli spazi e del numero degli addetti mentre tutti gli altri aspetti, quale l’uso di determinati modelli o l’amore per la manualità, non si distaccano alcunchè dalla tradizione artigianale. Ed è solo grazie a questa unione, tra la tradizione artigianale e l’indistria moderna, che alcuni procedimenti potranno essere tramandati nel tempo. Infatti, via via che gli artigiani invecchiano, si va esaurendo la gande tradizione delle bottehe mobiliere, una tradizione nè scritta nè parlata, ma fatta di gesti appresi in lunghi anni di duro e paziente lavoro. Ci riferiamo, ad esempio, a lavorazioni come l’intarsio e la lucidatura a mano. L’intarsio viene ottenuto impilando vari supporti ed alternandoli con ‘essenze di legno’ ( sottilissime sfoglie di legno dello spessore di 6 o 8/10 di mm ). Il tutto viene poi passato al traforo che provvede a tagliare, secondo un disegno prestabilito, le essenze; queste vengono poi ombreggiate mediante l’immersione in sabbia rovente. La lucidatura a mano, invece, bandisce le tinteggiature sintetiche  e poliuretaniche e utilizza l’antica tintura all’acqua all’anilina che viene poi lucidata mediante una miscela di gomma d’angelo ed alcool. Questa miscela viene posizionata sui mobili da lucidare e stesa con un procedimento che solo l’esperienza può permettere d’effettuare senza errori. Il tampone infatti deve girare sempre nello stesso senso e deve essere mosso il più uniformemente possibile in quanto ogni sosta provocherebbe degli scompensi nella colorazione e nella lucidatura. Questa operazione deve essere ripetuta molte volte per poter ottenere quella prticolare tonalità della lucidatura antica. Ma al di là di questi aspetti tecnici, importantissimi di per sè, quello che più conta è l’amore per la tradizione, per il bello, ed il coraggio di saper rinunciare, a volte, a certe tentazioni innovative che hanno portato troppo spesso a deturpare l’antico con dubbie manomissioni.

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