Negozianti protagonisti nel dialogo

“L’Italia è un caso unico al mondo:nessun altro Paese può vantare livelli di eccellenza così alti nel campo della produzione di arredamento è un’immagine prestigiosa come la nostra.Eppure non siamo capaci di vendere bene”.Questa ammissione molto forte è quella di Paolo Boffi,presidente di Assarredo,ma anche veritiera.

La ragione che spinge Assarredo a simili affermazioni è semplice e sotto gli occhi di tutti:sono finiti i tempi in cui i consumatori entravano spontaneamente nei negozi:ora bisogna saperli non solo attirare ma anche distoglierli dalle offerte dei concorrenti,diretti e indiretti.

Assarredo intende studiare a fondo il problema per presentare nuove soluzioni.

Ciò è molto importante.Innanzitutto,è forse il segno premonitore dell’addio a una visione meramente individualistica del business,caratteristica che da sempre contraddistingue sia l’industria che la distribuzione del mobile italiano.In più, se da un lato l’aiuto e la collaborazione con l’industria sono fondamentali,dall’altro non si può negare che è innanzitutto il rivenditore cosa  è opportuno per il suo negozio.Occorre perciò che la distribuzione acquisisca sempre più capacità di trovare strade adeguate alle proprie caratteristiche.E perchè ciò accada,il dialogo tra negozianti può veramente rappresentare un confronto basilare in materie sia spicciole sia fondamentali.Perciò ben vengano l’apertura e il dialogo tra trade e industria,ma anche tra rivenditori e rivenditori,perchè con l’apporto di entrambe si potrà interpretare e affrontare correttamente il mercato.Anzi c’è da pensare che il punto di vista del trade sia fondamentale,per la lunga esperienza che ha nel rapporto diretto con il cliente finale.

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