Leggere il Giardino

Saracino Arreda giardino

Riflessione
La possibilità che l’uomo ha di scindere nella riflessione la natura circostante crea il grande sforzo di razionalizzazione dei processi naturali che lo accompagnano durante il percorso della sua vita. Un ramo che si muove lo accomuna al braccio che fende l’aria, le onde e i gorghi richiamano i capelli che fluttuosi scendono sulle spalle e, quando il fiore, giunto ormai al suo estremo schiudersi si lascia togliere ad uno ad uno i suoi petali, è simile a vuoti momenti in cui il passato sfuma e il futuro diviene inesistenza .
Attraverso un processo naturale il percorso è danza e lo spazio spirito che trae la linfa vitale dall’essenza della terra; dal mondo degli antenati, tra meandri della vita, nel passaggio natura/corpo matemo, in quella sintesi che lo lega all’universo. Firmamento/terra.
In questa identificazione, la contemplazione si armonizza sottilmente con la natura e i suoi ritmi colgono il privilegio di condizione paradisiaca nello stretto rapporto in cui il tempo antico lega e sublima il nostro spirito ai padri.
Nella vita in cui la travagliata ricerca ci guida per sentieri complicati, incerti, perplessi è come essere dinnanzi alla scelta della via nel bosco o ai percorsi disegnati del giardino. Nel giardino la nostra immaginazione ne stabilisce la crescita, e la verticale proiezione (per innalzarsi) .
Nel giardino i filari, il disegno geometrico e gli spazi assumono la dimensione di un ragionamento; l’accento o l’apostrofo posti tra una o l’altra parola, tra il senso e il pensiero (l’analisi dell’accaduto).
E quando la stagione precede cicliche ripetizioni è già crescita è già attesa del suo prossimo morire.
Spazi come respiri.

Conoscenza umana è la natura stessa, da essa derivano tutte le sensazioni pervenute alla nostra coscienza e alla realtà che ci circonda (ciò anche indipendentemente dal nostro volere) .
Per disegnare il giardino è necessario conoscere la materia, il clima il terreno in cui noi come natura siamo venuti alla luce.
E la nostra nascita e le nostre azioni nel giardino, vivono equilibratamente (scenogra!ia e recita nel teatro della vita) .
E i sensi, che avvertono le forme, il colore e l’odore ci legano all’emozione delle conoscenze.
un fiore accentuerà la linea sinuosa di un prato, il colore colmerà un attimo grigio di un autunno e le linee verranno descritte, spaziate, alternate a verdi e irti cespugli. Lo sguardo riveleverà archi e fioriture e l’occhio avrà il grande privilegio di spazìare e rimandare l’immagine alla mente; nel gioco di richiamo tra riflessione, tra l’esterno e U solco più profondo dell’io la creazione vivrà le tensioni e le contraddizioni (razionale composizione e irrazionale sviluppo, crescita deUa natura stessa) .
L’albero supererà il punto in cui il pensiero avrà progettato il suo prolungamento, diventerà radice e profumo nella traccia del tempo. Risultato e composizione dei sensi.
Nel guardare la terra nell’immaginarne il disegno, l’ordine imposto e il suo divenire c’è anche l’attesa dello scoprire tra i solchi il nascere del frutto
– risultato finale – compimento dell’opera.
llGiardino
Apparentemente immobile. Pensiero e proiezione dell’ideale. Disegno dell’uomo e dipinto che la natura, in contrapposizione, varia e colora.

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