Le case degli Italiani

Non è facile per il titolare di un negozio di mobili avere a che fare con molti e diversi stili arredativi presenti sul territorio italiano: stili difficilmente definibili, senza regole, radicati nella prassi, nella sensibilità più immediata condizionati dai diversi contesti, sociali ed economici della penisola.Qui di seguito, azzarderemo un elenco degli stili arredativi presenti nelle case italiane, cominciando dal più diffuso fino ad arrivare al meno comune. 

La casa Trasandata: ospita mobili di ogni tipo che assolvono alle funzioni elementari dell’appoggiare, contenere, mostrare, senza alcuna relazione tra loro, ingombri fisici sciattamente collocati qua e là senza progetto di spazio o di luce. Le parti non stanno con il tutto e il tutto è una combinazione casuale o dettata dalla necessità. 

La casa della Provincia: nella variegata e contraddittoria provincia italiana, c’è di tutto, come se stili e gusti, storia e cronaca si siano miscelate nel tempo sedimentandosi in arredamenti compositi che mettono insieme localismo, decorazione, buono e cattivo gusto, quadri da pittori della domenica e oggetti da santuario, cineserie, pacchianeria, mercatini dell’antiquariato e modernità… senza alcun filtro culturale se non quello degli oggetti da conservare per motivi affettivi. 

La casa del Mobiliere: Solitamente collocata nelle grandi periferie, è arredata soprattutto dalle industrie moderne del mobile, ma anche dal radicato e ricco artigiano locale tecnicamente esperto e culturalmente tradizionalista. E’ il segno banale del benessere acquisito che tappezza le case di pannello truciolare monocromatico o guarda alla borghesia ottocentesca mimando gli stili del passato. 

La casa Contemporanea: è segnata dai sistemi diffusi dall’industria del mobile a partire dagli anni ’80, mobili componibili, grandi armadiature, scaffali attrezzati con qualche vetrina e chiusi da qualche antina. Questi sistemi nascono per essere duttili, e finiscono per essere rigidi, ingessando milioni di case dentro schemi geometrici ottusi e monotoni, senza estetica autonoma. 

La casa degli Stili: i tradizionalisti che non accettano la semplicità del pannello tecnologico portano in casa gli stili che formalmente imitano il passato riempiendo le case di periferia con volumi ingombranti e irrazionali, con mobili furbescamente massellati che danno false certezze di qualità e si rifanno alla storia dell’arredamento. 

La casa Rustica: è la casa degli amanti del legno massiccio, bello da vedere e da toccare, che emana colore, naturalezza e artigianalità. Si tratta di un gusto popolare diffuso ovunque, improntato ad una certa rozzezza o, per i più sofisticati, modellato sulla gentilezza delle forme e dei tenui cromatismi dello stile Country. 

La casa Borghese: racchiude tutte le certezze del passato insieme alle sicurezze del presente, cassettoni di varie epoche, vetrine zeppe di cristalli e porcellane, grandi divani pieni di cuscini, accoglienti poltrone, tappeti e quadri, oggetti sparsi ovunque. Tutto sembra imbalsamato tranne che in cucina, dove normalmente la famiglia vive tra acciai e tecnologie avanzate. 

La casa di Lusso: in essa si vede la mano dell’arredatore che ha il senso del bello ma che lo ha definito in modo rigido e simbolico, caricando lo spazio con schemi di moda, senza naturalezza, senza intimità, senza vera consonanza con la vita quotidiana di chi abita questi spazi. 

 

Non è facile arredare senza cadere in uno degli atteggiamenti descritti. Non è facile raggiungere una buona sintesi di linguaggi, segni, materiali, stili, tipologie di prodotti. I percorsi progettuali corretti si scontrano con la sfera del gusto, che è soggettiva; mentre la sfera della cultura e della misura è ancora troppo elitaria. Da qui la difficoltà di arredare dignitosamente, nel rispetto delle regole della “Libertà di gusto”. Lo stile senza gusto cade nella ripetitività. Semplicità, eleganza, ricchezza cromatica di materiali, luci e volumi diversi sono ottenibili solo con un progetto che tutto unisce e armonizza anche nei contrasti.E’ questa la missione del rivenditore di mobili, adattarsi alle regole del progetto per definire meglio i gusti dei suoi clienti.

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