la masseria pugliese

Nella regione Puglia il termine masseria indica una tipica azienda cerealicola o cerealicolo-pastorale che si sviluppa(terreni compresi)sempre su sperficie notevole frequentemente superiore a 100 e a volte anche a 200 ha. In modo particolare però il termine indica tutto il complesso dei fabbricati di cui l’azienda stessa è provvista.Un tempo si distinguevano,specie nel Tavoliere delle Puglie,le aziende pastorali “Masserie di pecore” da quelle cerealicole e le prime erano le più diffuse in conseguenza del notevole sviluppo dell’allevamento transumante.Poi la diminuzione dell’allevamento pastorale ha fatto si che man mano prevalessero le masserie di campo dove ciò prevale la coltura dei cereali.Variazioni nel tempo che hanno portato anche a notevoli differenze di costruzione tra le masserie della stessa regione.La masseria tipica del Tavoliere comprende:un complesso dedicato alla casa padronale quasi sempre a due piani,le abitazioni dei lavoranti fissi,a volte poste ai lati della casa padronale nonchè uno o più depositi per le derrate alimentari.Un secondo complesso che comprende:dormitori per i lavoranti avventizi,la cucina,le stalle e rimesse per gli attrezzi.Infine il complesso per gli ovini o altri animali che comprende anche il “Casone”per la lavorazione del latte.Vi sono inoltre l’aia con pozzi e abbeveratoi,il forno e,quando nelle vicinanze non vi sono corsi d’acqua,delle fosse per fare il bagno alle pecore.Man mano  che ci si avvicina alle zone precollinari fino al Subappennino la masseria cambia però il suo aspetto:la distanza tra i vari fabbricati tende a ridursi,i corpi di fabbrica a raggrupparsi e a sovrapporsi l’uno all’altro fino a apparire quasi riuniti in un’unica costruzione che tende a svilupparsi verso l’alto.Oggigiorno la masseria non è più rispondente all’attuale realtà agricola in quanto trattori,mietitrici e trebbiatrici e tutte le altre macchine studiate per facilitare e razionalizzare il lavoro dei campi,sempre più complete e rapide,rendono superfluo l’impiego dei lavoratori stagionali e anche di parte di quelli fissi nonchè diminuiscono il numero se non eliminano del tutto  gli animali da lavoro,per cui stalle,dormitori e in parte abitazioni restano  parzialmente inutilizzati.Quanto alla pastorizia ha anch’essa subito un notevole calo per molte e complesse ragioni per cui viene a cadere la giustificazione di questi grandi complessi che,non bisogna dimenticare avevano anche una delle loro ragioni d’essere nel fatto che anticamente queste campagne soggette a scorribande di predoni e quindi tutt’altro che sicure,richiedevano anche per una sorta di difesa,”l’arroccamento” la riunione degli edifici.Accade così che molti di questi edifici vengono in parte o del tutto abbandonati.In alcuni casi vengono riadattate a moderne abitazioni,lo spazio certo non manca.

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