LA CASA TELEMATICA

Poltrona, divano a due posti, lampada d’angolo, tavolino al centro ‘bloccati ad esprimere il rituale della conversazione mentre si prende il thè’. ‘Fare salotto’ è una pratica che ormai da tempo va scomparendo; così, gli scambi di informazioni nei ‘salotti’ più o meno impegnati, ‘le quattro chiacchere’ tra signore sono un ricordo di rituali poco in uso.

Eppure gli oggetti che ne definiscono il rito sono ancora là: salotti, camere da letto, cucine… La famiglia si siede ancora sulle poltrone, ma solo per guardare la tv. L’uso dello spazio è diverso: da tempo è nata una nuova tipologia ambientale come luogo che, attraverso uno o più terminali, si sta sempre più caratterizzando come spazio in cui di fatto avvengono o potranno avvenire diverse funzioni: l’informazione, svago, memoria familiare, lavoro, spettacolo culturale. E il vecchio salotto? Probabilmente rimarrà così com’era, immagine di uno spazio non vissuto ma che piae tanto avere come ricordo di una certa ritualità casalinga. Un altro spazio, il ‘soggiorno‘ si affiancherà al vecchio. La toilette della nonna sopravviverà o sarò trasformata con un sistema interattivo di telecamere connesse a internet? Naturalmente non è facile prevedere nuovi modelli di comportamento attraverso lo strumento d’arredo rivisitato e corretto. Se il pranzo diventa sia occasione per stare insieme, ma anche vuol dire anche guardare la tv, ecco che il cambiamento della forma del tavolo da pranzo sottolinea questa deformazione di un antico rituale. Questo, come altri cambiamenti all’arredo, non esprimono tanto soluzioni formali e funzionali per nuove ritualità, ma mettono l’accento sui nuovi possibili condizionamenti che l’informatizzazione e l’alta tecnologia stanno creando all’uomo del nostro tempo.

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