Il Simbolismo nell’arte del Tappeto

il simbolismo dei tappeti 

Il Simbolismo nell’arte dei tappeti è uno degli argomenti più affascinanti e discussi; quante volte, attratti dal gioco dei colori e delle forme, abbiamo tentato di raffisare cissà quali messaggi provenienti da una realtà poco conosciuta e, che per questo ancor più ci coinvolge e ci stimola; un mondo di cose e di idee alle quali, nonostante tutto, siamo estranei ma verso le quali ci sentiamo naturalmente attratti.

tappeto caucasico

Il tappeto per noi è uno dei tanti soggetti ornamentali, per gli orientali è un modo di vita, da quando lo tessono a quando lo usano, esso è il punto fermo per il nomade, il suo letto, il suo divano, la sua stella, la sua culla; per lo stanziale è l’arredamento principale della casa, il legame con la tradizione delle sue genti, la continuità con il suo passato. I simboli che l’artigiano, con arte vecchia di secoli, riannoda pazientemente, hanno perso il loro significato iniziale per assumere quello di testimonianza ancora viva delle tradizioni, di un passato che si rinnova e si tramanda. Questi simboli hanno radici lontane, e non sono nati per caso ed hanno subito nel corso dei secoli tutte le influenze ed i cambiamente,che scambi culturali, religiosi e commerciali poterono favorire. La loro decodificazione quindi può essere, tenuto conto di questi cambiamenti, oggetto di studio, ma non deve divenire un’ossessione. A volte motivi e segni ai quali si vorrebbe forzatamente dare un’interpretazione, altro non sono che “sviste d’autore”; è bene ricordare che l’artigiano non vuole mandare messaggi, ma solo ed esclusivamente le sue tradizioni, egli quindi si ispira ad esse e alla natura.

tappeto caucasico

Tutto ciò vale per gran parte delle produzioni, soprattutto per quelle nomadiche e villiche, le eccezioni si riferiscono a quei tappeti generalmente persiani che venivano prodotti dai laboratori di corte. Nonostante queste premesse, ben difficilmente si riesce a sganciarsi dal desiderio di decrittare motivi e segni e, più forte diviene questo desiderio quando ci si trova di fronte a tappeti provenienti dall’area caucasica. Questa produzione infatti. è affascinate. non solo per il gioco cromatico ma per l’estrema stilizzazione dei simboli che, pur essendo abbastanza comuni in altre produzioni, quì assumono per la rigidità del disegno, l’elementarietà dei tratti, la geometricità (quasi un “guastarsi” dell’idea originaria – tanto da far parlase di “decadenza” da parte di alcuni studiosi) un aspetto del tutto nuovo e a volte inquietante, ma così “originale” in ogni eccezione del termine, che, se da una parte riafferma in modo erquivocabile i tratti tipici e le tradizioni dei popoli di questa regione – che conservano invariate le loro radici rustiche e primitive ma essenzialmente vitali – dall’altra riaccende i desideri di comprensione e di interpretazione di queste forme. Il tappeto Caucasico è, come già si è detto, un tappeto dall’assoluto rigore geometrico, il suo disegno è un gioco continuo di triangoli, esagoni, quadrati; tutte le forme sono riprodotte nella loro essenzialità senza alcuna trasgressione o mezzi termini; nel suo complesso si possono trovare accostate a simboli elementali e tribali altri più complessi ma in ogni caso riprodotti senza alcuna concessione allo svolazzo, al ricciolo, alla divagazione.

tappeto caucasico

Oltre alle figure geometriche sopraccennate, altri sistemi sono ricorrenti in questa produzione: la stella ad otto punte dei Medi, quella a 6 punte dei maomettani, il gancio (per molti derivazione della svastica, …simbolo quest’ultimo del polo, attorno ad esso si effettua la rotazione del mondo…, svastica non come simbolo di movimento fine a se stesso, ma di un movimento di rotazione che si compie attorno ad un centro o ad un asse immobile). Nella produzione delle zone meridionali, si possono ritrovare anche figure di persone o animali, sempre molto stilizzate. Tra le raffigurazioni animali le più ricorrenti sono quelle del pavone (immortalità) e del gallo (nemico dei demoni, ha il compito di svegliare i credenti ed invitarli alle preghiere). Stilema assai utilizzato è il Boteh, nella produzione caucasica ha contorno rigido vagamente esagonale, la sua forma è simile ad un fico (questa è una delle interpretazioni, altri hanno avvisato una pigna, un pera, una mandorla) per taluni è la deformazione fantastica del cipresso nel quale si sasrebbe mutato Zoroastro dopo la sua morte.

tappeto caucasico

Il Pavone, il Gallo, il Boteh sono tutti elementi sacri dello Zoroastrismo. Soffermiamoci ora all’aspetto più tecnico della produzione dei tappeti, la loro struttura. Nella stragrande maggioranza dei casi, viene utilizzato un telaio verticale: i fili dell’ordito (catene) sono disposti verticalmente, mentre la trama si inserisce orizzontalmente. Più usato dalle tribù nomadi, in quanto facile da racchiudere e trasportare durante i trasferimenti, è il telaio orizzontale, con esso si possono eseguire solo tappeti di piccolo formato. Dopo aver steso tutte le catene, vengono eseguite delle serie di nodi assicurati da due o più fili di ordito contigui; terminata ogni fila di nodi, si inserisce la trama che viene poi premuta mediante un pettine. Il nodo viene fatto con una matassa di lana che dopo ogni annodamento viene tagliata; questa recisione è molto rudimentale e lascia i capi del nodo ineguali; via via che il lavoro procede viene data una prima livellatura a forbice; a fine lavoro un esperto artigiano livella il tappeto in modo omogeneo. All’inizio del lavoro, generalmente viene lasciata una cimossa (4 o 5 cm di tessuto non annodato), altre volte si lasciano catene libere per un certo tratto al termine della lavorazione del tappeto, con esse si formeranno le frange. I materiali più usati per l’ordito e trama sono il cotone, la lana, la seta; in alcuni casi l’ordito è di cotone e  la trama in lana, per quanto riguarda il tappeto Caucasico sia trama che ordito sono in lana salvo alcune rare eccezzioni. I nodi sono sempre eseguiti con lana, raramente è stato usato il cotone e solo per dare più vivacità al bianco.

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