Fernando Saracino: Omaggio a Carlo Bugatti

bugatti

Carlo Bugatti (1856-1940) presenta all‘Esposizione Internazionale delle Arti Decorative dl Torino del 1902 la “stanza a chiocciola”, un ambiente di soggiorno di forma singolare. Gli anni a cavallo del secolo erano stati contrassegnati dall’affermazione del Liberty (Vesposizione ne consacrava la fortuna) e di tutte quelle esperlienze che, pur non essendo direttamente improntate ai canoni specifici delle province europee di quello stile, attorno ad esse si erano sviluppate con impronte autonome particolarissime. I mobili che Carlo Bugatti progettava modellando (non bisogna dimentlcare Ia sua preparazione nel campo della scultura), erano improntatl a una originallta che traeva la propria sostanza dalla osservazione, dalla reinvenzione e dalla aggregazione più libera dei motivl architettonici, degli elementi dl arredo e della decorazione araba medlo orientale. A questa Bugatti, con altrettanta liberta, aggiungeva elementl tratti dalla cultura dell’estremo orlente ed anche altri che gli venivano dalla pittura itallana di quel periodo. Mi riferisco, ad esemplo, all’inserimento decorativo di fronde appartenenti al linguagglo espresslvo del pittore Giovanni Segantini, suo cognato. La figlia Ebe, in una lettera, racconta che si entrava nella stanza attraverso una piccola porta ad arco che si apriva in un grande guscio; qulndi si saliva una rampa che seguiva l’andamento della chlicciola e ci si trovava su una vasta piattatorma circolare sulla quale troneggiava un grande divano ad U, delI’ingombro di circa tre metri per quattro, che terminava, al centro della spalliera, con una grande chiocciola verticale. Quattro seggiole di specialissima fattura erano disposte a completare I’arco teorico tra le ali estreme della U, al cul centro era dlsposto un tavollno rotondo. Alcunl paraventl, tra dl loro collegatl e di forma circolare, completavano I‘arnblente. I mobili, contrassegnati da un sapiente gioco di curve, frutto della modellazione dl progelto, erano totalmente rivestltl dl pergamena dipinta a motivi seriali fltomorfi e zoomorfi propri del repertorio bugattiano (ad esempio rioorrente quello della Iibellula) ed erano arricchiti da ghiere in rame sbalzato con Io stesso genere dl decorl. Il complesso suscito nel critici e nel pubblico pareri contrastantl, ma alla fine a Bugatti venne assegnato ll massimo riconoscimento dell’esposizione, ll diploma d’onore; si trattava del coronamento della sua carrlera. La stanza a chlocciola in parte perduta, in parte dispersa. Una rlcerca attenta non ha permesso dl rintracclare ll dlvano, che pare sia ernlgrato in America; ll tavolino e in Italia presso un cuttore di oggettl bugattiani; due seggiole dovrebbero essere a Parigi presso un altro estimatore; delle due restanti non si sa quasi nulla: i collezionisti custodiscono gelosamente i Ioro segreti. II materiale deII’epoca recuperato e soltanto totogratico e scarso: quattro immagini deIl’insieme, piu quelle delle sedie e del tavolino. La ricostruzione degli oggetti si deve considerare perlanto simbolioa, anche se il tavolino, l’unico pezzo reperibile, e stato accuratamente rilevato e le sue dimensioni hanno contribuito, almeno in pane, alla determinazione delle ipotesi progettuali degli altri elementl.
Proprio per restare fedeli al valore simbolico che acquisiscono questl oggetti si e pure deciso di non rlprodurre sia il rivestimento in pergamena sia la deoorazione che era stata dipinta sullo stesso.
Mentre Ie quattro seggiole dalla caratteristica struttura a sbalzo, assieme al tavolino, sono state oostruite in legno, problemi di carattere tecnico-economico hanno suggerito |‘uso del polistirolo espanso per quanto riguardava Ia riproduzione formale del grande divano a chiocciola. AI di Ia delle indicazioni di massima delI’involucro dovute a Ebe Bugatti, nulla si conosce del guscio che conteneva Io spazio di soggiorno. Questi problemi hanno portato allindividuazione di un allestimento che fosse tutto giocato sulle caratteristiche simboliche delI’operazi0ne, ottenute mantenendo Ie diverse valenze dei materiall usati nella costruzione degli oggetti, esposti in uno spazio virtuale. Con questa operazione si e inteso prestare altenzione aIl’in- tuizione e alla capaoita di invenzione di arlo Bugatti, caratteristiche che rendono questi arredi attuali pur nella nostra tempene.

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