EZE-LA-BELLE, VERA OASI MEDIEVALE

Il suo nome deriva da Isia, dea dei fenici, ma il ricordo piu’ vivo di Eze Village è quello dell’epoca medievale, ancora più presente e visibile.


E’ situato solo a 10 Km da Nizza ed altrettanti da Monaco, ed i solo 427m di altitudine che la separano dalla vita mondana e vacanziera della Costa Azzurra, sembrano pochi, se si pensa all’abisso di immagine fra queste e il tranquillo borgo medievale di Eze Villane. Eppure anche qui il turismo ha attecchito in modo rilevante e proprio quel turismo d’alto rango che caratterizza questa fascia “In” del Mediterraneo: gli stessi infatti che si concedono momenti di svago fra una spiaggia alla moda e una puntatina al Casinò vengono attratti dall’atmosfera riposante e quasi religiosa di Eze, per una passeggiata culturale a ritroso nel tempo su quelle strade che non possono ricordare altro che immagini di scudieri a cavallo o di personaggi alla Geoffrey Chaucher in pellegrinaggio verso santuari sperduti, alla ricerca della salvezza spirituale e del riscatto dalle concessioni ai piaceri della vita. L’aria che si respira, dunque, tutta intrisa di medioevo, non può non ricondurre ad un modo di concepire la vita costantemente imbevuto di misticismo e molti ne sono i segni tangibili. Uno di questi ed il più emblematico, è rappresentato dalla cappella Dei Penitenti Bianchi, divenuta simbolo storico della cristianità dei tempi e della fede degli abitanti, così orgogliosi di tale costruzione da mantenerla intatta ed originale nell’aspetto nonostante siano passati ben sei secoli dalla sua edificazione. Qui i penitenti si riunivano per una funzione preparatoria prima della cerimonia che aveva luogo nella chiesa parrocchiale, ricostruita nel 1772 è caratterizzata da una più ricca decoratività rispetto all’austerità precedente. I penitenti, una confraternita dedita alla carità nata nel 1306, arrivavano alla cappella in processione, indossando tuniche trattenute in vita da un cordone e con il capo coperto: in questo luogo si incontravano anche per stabilire i beni di cui privarsi ed offrirli agli abitanti più bisognosi. Un elemento che si ricollega maggiormente alla realtà dei luoghi costieri è invece il Giardino Esotico, inaugurato nel 1950 e di anno in anno arricchito di nuove specie vegetali: una bella fatica per gli abitanti di Eze se si pensa che il materiale per la realizzazione del giardino è pesato tutto sulle loro spalle, nel vero senso della parola. Questo per la posizione stessa di Eze, tutta arroccata sulla sommità della cornice media, e per la sua conformazione strutturale dove le case e la montagna si confondono a tal punto che è difficile distinguere il lavoro dell’uomo da quello della natura. Per meglio comprendere la realtà odierna di

Eze nella quasi totale integrità del suo legame con il passato, è necessario addentrarsi nella storia, non tanto quella poco leggibile e oscura che vede Pelagi, Etruschi e Fenici alternarsi o competere per il posto dei veri antenati degli abitanti di Eze, ma la storia più sicura e attendibile che assegna da una parte ai Celti, dall’altra ai liguri il ruolo di suoi padri adottivi, i primi conquistatori, i secondi dominati, tanto dissimili nel carattere ma in grado di convivere in pace nella sorte comune della dominazione romana avvenuta più tardi che mise fine alle discordie tra loro, ma ovviamente ne creò altre. Dal governo di Roma al succedersi dei popoli Barbarici, dopo la caduta dell’Impero, dai Saraceni alla liberazione ad opera di Guglielmo, conte di Provenza nel X secolo. Sorvoliamo l’età medievale che, a parte una serie di transazioni, donazioni, divisioni e investiture, non lascia documentazione alcuna che riveli i segreti del villaggio di Eze. Solo il flagello della peste diviene degno di nota storica, vedendo la confraternita dei penitenti bianchi operare coraggiosamente nell’assistenza dei colpiti dal male mortale. Per avere una data memorabile bisogna giungere al 1792, quando con l’arrivo dei Sanculotti viene confermata l’unione di Eze alla Francia: nel 1860, anno dell’Unita’ d’Italia, il popolo di Eze vota all’unanimità per la definitiva annessione alla provincia di Nizza allo stato francese. Con le parole di Gorge Sand concludiamo la  breve visita a “Eze-la-Belle”, con un’occhio ancora al paesaggio, suggestivo ed emozionante:”Il panorama della cornice è veramente un’incanto… ad ogni passo la costa sinuosa offre un magico decoro… Le rovine di Eze, appollaiate su un cono di roccia, con un pittoresco villaggio che pare di pan di zucchero, cattura l’attenzione. E’ la più bella vista dell’itinerario, la più completa, la meglio composita”.

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