Castello visconteo: “Paesaggi.Pretesti dell’anima”

L’imponente e scenografica struttura del Castello di Pavia fa da cornice alla mostra ‘Paesaggi. Prefesti dell’Anima’ che propone, sino al 3 aprile 2005, una visione della natura rivisitata, tema caro e ricorrente dell’intera arte figurativa dell’800.
Il Castello nacque come palazzo principesco voluto da Galeazzo Visconti, eletto nel 1360 vicario imperiale della città. I lavori di costruzione iniziarono allora e progredirono rapidamente nel tempo, secondo un ambizioso progetto che avrebbe dovuto collegare, attraverso un ampio parco, l’altrettanto famosa Certosa di Pavia. A pianta quadrata, composto sa quattro corpi di fabbrica, il castello era provvisto di torri quadrate in corrispondenza con gli angoli. La regolarità dell’impianto rientrava nel modello castello-palazzo visconteo che avrebbe poi anticipato il gusto rinascimentale. Dotato di una grande biblioteca, voluta dal sommo poeta Francesco Petrarca che poi, alla caduta degli Sforza fu costretto a trasferirsi in Francia, il castello fu arricchito da Gian Galeazzo con opere e decorazioni di valenti artisti dell’epoca tardo gotica e successivamente da Francesco Sforza, che ne modificò l’impianto originario visconteo.

Caduti gli Sforza, iniziò la decadenza del castello che venne adibito a caserma nei secoli successivi fino a quando, nel 1921, venne acquistato dal Comune di Pavia, che nel 1933 fece iniziare i lavori di restauro per riportare alla luce le decorazioni e gli affreschi rinascimentali. Le facciate interne del castello e il portico, costituito da un colonnato cilindrico dove i rocchi delle colonne e le ghiere degli archi spiccano sul rosso vivo del mattone, sono considerati una delle più singolari espressioni dell’architettura gotico lombarda. Sede dei Civici Musei di Pavia, il Castello Visconteo è attualmente l’ideale cornice della mostra ‘Paesaggi.Pensieri dell’Anima’ che, attraverso le centinaia di opere suddivise in sei sezioni a tema, percorre tutto l’arco della pittura dell’800.

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