Aderire allo “Spirito Inglese”

Quello che presentiamo nell’immagine è il modello originale. Una poltroncina realizzata in mogano di origine inglese, proveniente dall’Inghilterra che ha avuto una speciale predilezione per il legno dal colore rosso scuro così confacente alle esigenze si solidità e resistenza che venivano richieste alla “English forniture”.

Non per niente, fra le definizioni classificatorie per i periodi stilistici del mobile, compare “the age of mogany” – l’epoca del mogano – fra la seconda metà e la fine del XVIII secolo. E’ da notare, fra l’altro, la peculiarità del sistema classificatorio, che, a differenza per esempio del mobile francese, si basa sul materiale impiegato o sul nome di esecutori importanti invece che sui monarchi, che in Inghilterra ebbero scarso rilievo come committenti.

Fu la scarsità del legno di noce, riscontrata nei primi due decenni del Settecento, a far guardare al mogano come valida alternativa per la costruzione di mobili di alta qualità, quando anche in Francia pose il veto alle esportazioni del noce. Il mogano non era certo patrimonio dei boschi locali, come lo era invece la quercia; ma con l’abolizione delle pesanti tasse che gravavano sull’importazioni di legname e grazie all’efficenza della flotta inglese, la quantità di mogano importato dalle colonie del Nord America e delle Inde Occidentali di decuplicò nel giro di dieci anni.

Il mogano giamaicano era il più comune, ma quello più apprezzato proveniva dalle isole spagnole di Hispaniola, Cuba e Portorico, da dove venivano contrabbandanti in Giamaica. La particolarissima tonalità e la robustezza vennero subito apprezzate e sfruttate al meglio; e molti dei più bei mobili inglesi non avrebbero potuto avere lo stesso successo d’esecuzione con un’altro tipo di legno che non fosse il mogano, forte, che non si crepa nè si incurva, con una superficie resistente a graffi e a macchie, e immune a tarli. E’ un legno così duro che le decorazioni scolpite, come ad esempio quelle sui piedi di poltrone, sedie e tavoli, non rischiano di subire danni nel normale lavoro domestico; e la sua solidità quasi metallica persura anche quando, nelle sedie, è intagliato in profondità per l’imbottitura degli schienali. In questa poltroncina l’intaglio, eseguito interamente a mano, riveste il ruolo di protagonista di primo piano, quale l’elemento di maggiore caratterizzazione soprattutto dello schienale. E gli ebanisti inglesi hanno sempre dimostrato la tendenza a privileggiare lo schienale come parte su cui sbizzarrire maggiormente la loro fantasia creativa: dalle “box chairs” del XVI secolo, con il sedile rozzamente cubico e lo schienale alto finemente intagliato, ai “back stools” del Settecento; dalle “oval-back“, “shield-back” e “wheel-back chairs” – le sedie con schienale ovale, a scudo e a ruota – di Adam e Hepplewhite fino alle più recenti sedie di Mackintosh dagli shienali allampanati. Il disegno dello schienale di questa poltroncina riprende il corpo centrale le sembianze delle sedie Chippendale, con l’aggiunta della sovrastruttura “a petali” che abbraccia le spalle di chi e seduto. Il sedile è circolare, le gambe ricurve, con zoccolatura nelle due anteriori, i braccioli sono sostenuti da un supporto sagomato.

Oltre alla bellezza del mogano massiccio lucidato a mano, la poltroncina di avvale del complemento del cuscino, imbottito in piuma d’oca e rivestito da tessuti esclusivi firmati.

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