l’intrigante gelosia dell’antico

Oltrepassando la porta in ferro e vetro, si accede alla zona che costituiva una volta il loggiato, ora adibita ad ingresso della casa schermato da serramenti sempre in vetro e ferro. Un ingresso che è già salotto, con poltrone e pouf rivestiti in velluto verde bosco e un divanetto del Settecento con fusto in ciliegio e rivestimento in velluto azzurro carta da zucchero.
Questa zona si raccoglie intorno ad un camino in pietra di Verona sovrastato da un arazzo del XVIII secolo e fiancheggiato da due scaffalature per i libri.
Accanto all’apertura ad arco che conduce nel soggiorno vero e proprio, un tavolino rotondo con gamba scanalata e sedie con schienale a gondola, gambe posteriori a sciabola, anteriori a colonnina, sedile imbottito rivestito da un tessuto a fiori: il tutto ottocentesco.

Citazioni del passato
Un’ampia gamma di tonalità sul verde in soggiorno, a cominciare dal divano rivestito in pelle verde salvia, di foggia moderna; nella cassapanca tirolese dell’Ottocento il verde bandiera della superficie dipinta trova maggior esaltazione nell’unione con i decori policromi e con le parti in legno naturale scolpito. Un turchese per la base della lampada da tavolo sull’angoliera del XVIII secolo, toni delicati per la collezione di piatti appesi alla parete. L’angolo pranzo è costituito da tavolo rotondo e sedie a traverse verticali, dell’Ottocento.
Tavolo rettangolare con gambe sagomate e sedie casolare con sedile impagliato, invece per la zona pranzo della cucina, che si avvale della presenza del camino per intensificare l’aspetto rustico del locale. Fra gli arredi di realizzazione attuale, la datata introduzione della cassapanca tirolese dell’Ottocento proveniente dalla Val Sarentina, caratterizzata dall’elaborato lavoro d’intaglio.
Un lume del XIX secolo sul pranzo, una collezione di piatti della Compagnia delle Indie e rami veneti alle pareti, una raccolta di antichi ferri da stiro sulla mensola.

Gelosa custode delle sue fattezze settecentesche, questa villa nel centro di Padova rivive dell’equilibrata compostezza dell’architettura neoclassica rivisitata dalla recente ristrutturazione che ne ha fatto un’abitazione vivibile ancora oggi.
La ristrutturazione della bianca costruzione, eseguita nel 1979 ad opera dell’architetto Gaetano Croce, se da una parte ha messo in evidenza ed esaltato gli elementi storici della costruzione, dall’altra li ha rielaborati tenendo conto delle esigenze pratiche degli spazi e di vivibilità funzionali.
Cos’ l’antico loggiato, che con le sue colonne preludeva all’ingresso della villa, è stato ridefinito nella sua funzione mantenendo comunque lo spirito di spazio aperto e partecipe della vita esterna.

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